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L`Impero dell`Infanzia
prosa [ ]
dedicata al mio figlio Vlad e alla mia nipote Evelina

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
di [bbyDanutza ]

2009-07-05  |     | 



 Da qualche parte, lontano, al confine di un piccolo paese si alza fiera la casa dei nonni di Vlad ed Evelina, una casa grande con delle finestre larghe e luminose, dove regnano amore e gioia di vivere. Essa mantiene il magnifico odore di frutta fresca e di fiori, l’aroma dolce dell'infanzia. In campagna, dai nonni tutto è straordinario e interessante. I piccoli sono liberi di esplorare il mondo, di conoscere il nuovo intorno a loro. Il grandioso bosco al confine del paese riversa il suo incantesimo sulle vicinanze e non ha importanza che sia inverno, primavera, estate o autunno, perché la natura parla attraverso il fruscio delle foglie, il dondolio dei rami, il ronzio delle api, il canto degli uccelli...
   I bambini amano questo paese abitato da persone con cuore grande, la casa accogliente, il misterioso bosco. Amano i nonni che regalano loro momenti indimenticabili e che li conducano con pazienza verso l'adolescenza. Il giorno più bello è il sabato, quando i nonni preparano le focacce.
   La nonna è una donna tollerante, con un sorriso benevolo, che prima del bacio della buona notte, ama viziare i suoi nipotini con delle favole, dove ci sono draghi, streghe, fantasmi, principi e principesse, fino al momento in cui i piccoli sprofondano in quel mondo di favola. Loro immaginano nei loro sogni di lottare con draghi feroci ed altri simboli del buio, per salvare il mondo dalle forze malefiche. Loro sanno che il Bene vince sempre sul Male, e questo li rendi impavidi.  
   Il nonno, un uomo alto e imponente, racconta delle barzellette irresistibili e li fa ridere fino alle lacrime. Ma ciò che non dimenticheranno mai è la sua tasca seducente, dalla quale fuoriescono sempre dei dolci: caramelle, biscotti, mele, noci, cioccolatini e altre piccole delizie. In sua compagnia, Vlad ed Evelina non hanno paura di niente e di nessuno.
   Le vacanze trascorse in campagna li rianimano, portano il rossore sulle guance e gli regalano ricordi indimenticabili.
   Vlad è un ragazzino vivace, sveglio, pieno d'energia e di vita, un monello con i riccioli dorati e con gli occhi azzurri, brillanti, un ammiratore tremendo della verità. Lui vuole bene ai suoi genitori, ai suoi nonni, ai suoi zii, e prima di tutto a sua cugina Evelina. Lei è una bambina dolce, con i capelli d'un biondo-chiaro, gli occhi azzurri come il cielo, le labbra rosee e un sorriso angelico; lei è più giovane di un anno di Vlad , ma vanno d'accordo e insieme combinano una marachella dopo l'altra, ognuna più scherzosa dell'altra.
   Insieme con i nonni hanno amici affidabili: il cagnolino Pufulez, il gigantesco Noce nel giardino, le rondini che hanno il loro nido sul tetto della casa ... Per giorni interi passeggiano nel bosco alla ricerca del bello e dell'avventura, raccolgono le fragoline, i fiori odorosi, si sdraiano sull'erba alta, seguono il volo degli uccelli, salgono sulla cima degli alberi per ammirare il paese nascosto alla base delle colline, giocano con i cuccioli, scompigliano la stellina bianca sulla fronte di Bujorel, il vitellino, aiutano i nonni con il lavoro, portando le oche a pascolare e le anatre allo stagno.
   Una mattina, dopo aver fatto colazione con latte e brioche, uscirono in giardino per salutare il Sole. Si meravigliarono quando videro che Pufulez non era venuto a giocare con loro, muovendo amichevole la coda come d'abitudine. Lo cercarono dappertutto, ma senza risultato. Dapprima credettero che il cucciolo stesse giocando a nascondino, ma verso le undici, stanchi per il caldo dell'estate e tristi per la scomparsa di Pufulez si rifugiarono all'ombra del vecchio Noce per avere un consiglio su cosa dovevano fare.
    Si sdraiarono sull'erba morbida, guardando il fogliame fitto e seguendo il gioco vivace dei raggi del sole ...
    Pensieroso, Vlad chiese al suo amico:
--Caro Noce, noi cerchiamo Pufulez, ma non lo troviamo, tu non ne sai niente?
 Il vecchio albero rispose loro dondolando i rami:
--Miei preziosi, all'alba il vento mi ha sussurrato che la Strega ha rapito Pufulez, infatti lei ha bisogno di un essere che conosca l'immaginazione, l'animo e i desideri dei piccoli, per poter con la sua stregoneria di erbe e radici amare soggiogare e possedere il magnifico Impero dell'Infanzia. La Strega ha intuito che Pufulez è il più adatto per questo, perché è cresciuto insieme con voi.      
--E che cosa possiamo fare? chiese Evelina indignata.  
--Voi dovete andare alla sua ricerca, perche solo chi possiede la sincerità e la purezza nel cuore può salvare l'Impero dell'Infanzia e Pufulez. Non c'è tempo da perdere, perché la Strega già manda draghi e pipistrelli malvagi nei sogni dei piccini, rubandogli la pace interiore, distruggendo i loro momenti più belli, trasformando tutto nel vuoto e nel buio impenetrabile, fino a spaventarli. Voi potrete trovarla alle Paludi- Assassine, là è la sua casa. Innanzitutto, prendete questo regalo, la Noce- di- Smeraldo. Essa con la sua brillantezza vi indicherà la strada, illuminandovi la notte come una torcia. Io aspetterò che voi torniate. Buon cammino!
    Evelina e Vlad ringraziarono il vecchio amico, presero il prezioso regalo e partirono verso la casa, celata nella nebbia fitta, della Strega.
    Andarono e riandarono, sulle colline, attraverso le valli, finché arrivarono al confine del Bosco- Favoloso, che si stendeva a perdita d'occhio. Vlad ed Evelina partirono con entusiasmo, camminando per un viottolo stretto, che serpeggiava tra gli alberi secolari. Avanzando, sentirono il fresco della foresta e furono conquistati dalla bellezza intorno a loro.
   All'improvviso, comparve un capriolo che disse loro:
--Ciao, so dove andate. Apprezzo il vostro desiderio di salvare l'Impero dell'Infanzia e il vostro amico, ma voi dovrete fare ancora una lunga strada e lottare contro gli ostacoli che vi appariranno dinanzi. Il Fiume vi sta aspettando, lui vuole aiutarvi. Io vi guiderò da lui, ma vi prego di fare attenzione; la Strega proverà a tentarvi e fra un po' di tempo vi appariranno mille farfalline brillanti e fiori profumati, che voi non dovrete seguire. Ella vuole smarrirvi e vuole farvi dimenticare il vostro proposito.
   Dopo aver ascoltato questo, partiranno.
   In un instante, intorno a loro apparvero tantissime farfalline con ali dorate, brillanti, che cercavano di attirare i bambini nel loro gioco. Il vialetto era coronato con dei boccioli multicolori, che avevano la forza di ubriacare con il loro profumo inebriante. Evelina e Vlad avrebbero voluto correre nell'erba alta, avrebbero voluto raccogliere i fiori per i nonni, ma sapevano che se avessero fatto tutto questo l'Impero dell'Infanzia sarebbe stato distrutto e Pufulez sarebbe diventato un mostro senza cuore, che non avrebbe mai più potuto amare e proteggere.
   Alla sera, giunsero sulla riva destra del Fiume. Là, erano ad aspettarli le volpi, gli scoiattoli, gli orsi e tutti gli animali del Bosco, che avevano portato loro fragole, miele e frutta, perche mangiassero e prendessero forza, dovendo ancora percorrere una strada lunga e faticosa.
   I bambini rimasero affascinati dall'acqua cristallina che correva in fretta verso il mare, dal gioco dei raggi della luna che si rifletteva sulle onde argentate, e furano contenti di aver resistito alla tentazione di raccogliere i fiori e correre dietro alle farfalline. Avevano superato il loro primo ostacolo.
   Dopo una bella cena e un meritato riposo, il Fiume disse loro:
--Sono molto lieto di conoscervi, tutto l'Universo parla della vostra intenzione di portare la pace interiore nell'Impero dell'Infanzia e di lottare per l'amicizia, il vostro è un gesto nobile e per questo cercherò di aiutarvi. L'Infanzia è incantevole e innocente, non deve essere distrutta. La Strega ha sentito di voi e ha incarcerato la Stella-Volante all'interno di una Roccia gigantesca. Essa vuole che tutti i vostri sforzi siano vani e vuole farvi rinunciare, ma noi tutti crediamo nella riuscita della vostra impresa. La Roccia si trova nell'Isola misteriosa. Voi dovrete salire su questa Foglia che è un regalo del Bosco e la Stella-Volante vi indicherà ciò che dovrete fare successivamente. Nella via verso il Mare dovrete mostrare coraggio, perché la Strega manderà un buio denso accercondarvi. Voi dovrete ignorarlo, non dovrete avere paura, perché gli Angeli vi saranno vicini.
    I piccoli ringraziarono per i consigli preziosi e salutarono tutti: il Bosco, il Capriolo, gli animali selvatici, gli alberi secolari e i fiori. Quindi, salirono sulla Foglia grande con passi decisi.
   Pian- piano, scese una notte oscura che faceva loro una paura tremenda. Evelina e Vlad decisero che era arrivato il momento di usare il potere della Noce -di- Smeraldo. La tirarono fuori dalla tasca e subito il buio si dissolse. I piccoli capirono quanto era prezioso il regalo del vecchio amico.
   Le onde del fiume li portarono adagio, tanto che ai bambini parve di essere cullati dalle braccia della nonna.
   Finalmente giunsero al mare. Essi potevano sentirne la gioia attraverso il volo dei gabbiani e la danza dei delfini. Le onde del mare presero con se i bambini, guidandoli maternamente verso l'Isola misteriosa.
   I bambini si lasciarono trasportare da un'onda all'altra per intere ore, ecco in fine apparve loro l'Isola, nella quale era prigioniera la Stella-Volante. In quell’istante la Foglia sussurrò loro:
--Tra pochi secondi, quando saremo vicini all'Isola, la Strega manderà un vento pazzesco sul mare. Farò tutto il possibile per non smarrire la strada, ma voi dovrete essere audaci. Come raggiungeremo la riva, tutto tornerà di nuovo tranquillo.  
La Foglia aveva appena finito di parlare che il terrore cominciò...
  Onde gigantesche si agitavano furiose e gocce di ghiaccio schiaffeggiavano i bambini senza pietà . Vlad ed Evelina fecero tutto il possibile per affrontare con dignità la nuova prova della Strega. All'improvviso, una folata di vento strappò Evelina dalla Foglia. Vlad riuscì appena in tempo a prenderle una mano.
-- Vlad, aiutami, non lasciarmi, per favore! gridò la bambina fra le lacrime. Con grande difficoltà, Vlad la tirò su, lottando contro il vento e contro le grandi gocce d'acqua salata.  
   L'orizzonte cominciò a schiarirsi e i piccoli intuirono di trovarsi vicini alla riva dell'Isola. Quando scesero, il cielo era pieno di luce ardente e nel mezzo brillava la luna. I cugini ringraziarono la foglia per l'aiuto, e cominciarono a osservare l'Isola per trovare la strada da seguire.
All’improvviso, sentirono una voce che diceva loro:
--Sono contentissimo di vedervi, l'Impero dell'Infanzia è cambiato, non è più come prima, è diventato pericoloso. La Strega ha fatto un incantesimo e ha incatenato la Roccia; solo l'Orchidea- di- Rubino è capace di distruggerlo. L’Orchidea è sul fondo della Voragine-Profonda che è nella parte sinistra dall'Isola.  
   Dopo aver detto questo, il Delfino augurò loro di avere successo, e sparì tra le onde.          
   Evelina e Vlad andarono e riandarono ore intere, erano stanchi, con i vestiti ancora umidi, ma molto contenti per aver fatto tutta questa lunga strada con successo.  
    La Voragine era oscura, sembrava la bocca aperta della Terra. Nel suo profondo, videro brillare l'Orchidea -di- Rubino. Era un fiore incantevole, di una raffinatezza particolare, era il fiore più bello visto da loro fin d'ora.
--Accidenti, che bellezza! esclamò Evelina.
--Hai ragione, ma come possiamo prenderla? chiese Vlad.
   Un gabbiano, che aveva udito la loro discussione disse:
--Ciao! Voglio aiutarvi a ottenere l'Orchidea- di- Rubino, è davvero indispensabile per distruggere la stregoneria dalle catene gigantesche e pesanti.      Dicendo tutto questo si lanciò nella Voragine. La prese nel becco e volle ritornare dai bambini, ma all'improvviso, si sentì preso in una rete. L'uccello si agitò per liberarsi, ma senza risultato, e certo non voleva rubare il loro prezioso tempo. Vlad decise allora di scendere nell'oscurità della Voragine. Era spaventato, ma si fece coraggio. Cominciò a scendere piano-piano, con grande attenzione. Le pietre cadevano nella profondità, quel suono faceva paura di notte, ma gli era d’aiuto, perché poteva capire dove si trovava il fondo della voragine.
   Dopo un sforzo pazzesco, giunse vicino al gabbiano e riuscì a disfare la rete. Prese con cura l'Orchidea- di- Rubino e se la mise nella tasca vicino al cuore. Il ragazzino sentì le mani e i piedi tremanti per la tensione, ma aveva ancora molta strada da fare per giungere sulla riva dove era Evelina. La Voragine ere avida, profonda e ostile, ma Vlad riuscì ad sconfiggerla.
Loro ringraziarono l’uccellino e andarono via verso la Roccia.
   I piccoli conservavano gelosamente la Noce- di- Smeraldo, che li aveva guidati sin dall'inizio della loro lunga strada e l'Orchidea- di- Rubino, l’ unica salvezza della Stella-Volante.
   Arrivati alla Roccia gigante, videro che nel suo interno si facevano strada mille raggi brillanti, luminosi. Le catene pesanti di ferro la cingevano ostili. La Roccia era enorme, solitaria, annerita dalle tempeste e coperta dai muschi. I piccoli sembravano due coccinelle in confronto a lei. Toccarono le catene gigantesche con l'Orchidea- di- Rubino, che sparì assieme alla stregoneria.
   Subito dopo inizio un terremoto terribile sull'intera Isola: gli animali erano spaventati e agitati, il mare era sconvolto... Tutti aspettavano il miracolo.
   La Roccia si aprì con forza, schizzando tutto intorno delle pietre gigantesche. Vlad ed Evelina corsero quanto lontano fosse loro possibile da quel posto.         
   All'improvviso, all'interno di questo caos apparì la Stella-Volante, un enorme mazzo splendente di raggi luminosi, un'armonia di luci e colori, una vera, incredibile stella. Ella ringraziò i bambini e disse loro:
--Adesso è giunto il momento in cui io vi aiuterò, miei cari.
Ho sentito le voci della Terra che dicevano meraviglie del vostro coraggio, del vostro desiderio di salvare l'Impero dell'Infanzia e di avere di nuova il vostro amico vicino. Per vincere la Strega avete bisogno del Diamante-Purissimo, che si trova nel Castello-Fantasma sulla Luna. Esso può essere visto solo da chi ha l'animo innocente e il cuore sincero. Nel suo interno, sulla tavola decorata di fiori freschi ci sarà una cassetta di legno. Una volta aperta, diverrete i possessori del Diamante. Mi offro io di portarvi sulla Luna, ma voi dovrete essere audaci.
Il Castello è pieno di fantasmi orribili, ma loro non potranno avere nessuna forza su di voi, potranno solo cercare di spaventarvi e di farvi piangere, ma voi fingerete di non vederli, e continuerete a seguire la vostra strada per prendere il Diamante.
   Ecco, dicendo questo, i bambini cominciarono il giro fra le stelle.
   Loro erano davvero meravigliati del magnifico paesaggio offerto dell'Universo. Il cielo era attorniato da mille lucciole, era qualcosa di mai visto da loro fin ad allora.   
    Vlad ed Evelina guardavano entusiasmati queste pietre preziose della notte. Si sentivano felici perché era stata loro affidata questa missione di salvezza e volevano con tutto il cuore non deludere i loro amici.
   Sulla Luna c’era un paesaggio sconvolgente ed emozionante. Tutto era coperto con sabbia d'oro, tutto intorno pareva un deserto scintillante. Il castello si alzava fiero, in un'aureola di raggi. Evelina e Vlad scesero e la Stella-Volante promise loro di aspettarli fino al ritorno per guidarli lungo la strada del ritorno.
    I bambini cominciarono a salire le scale lisce come lo specchio del Castello.
Il castello aveva i muri, il tetto decorati con delle pietre preziose. Arrivati davanti alle porte, esse si aprirono da sole, come in segno di rispetto. Ai cugini apparve un grandioso salone, ornato con dei fiori d'oro e d'argento, ma solo in un angolo osservarono dei fiori freschi. Là, sulla tavola, c’era il prezioso Diamante.
   All'improvviso, il Castello si riempì di fantasmi, uno più tremendo dell'altro, che si muovevano in una maniera fulminea, accerchiandoli e urlando sguaiatamente ad imitazione degli urli degli animali.
Evelina e Vlad sentirono i loro cuori battere velocemente, ma subito si ricordarono i consigli della Stella-Volante e presero ad avanzar in silenzio verso la cassettina di legno. La presero, e afferrandola, rimasero accecati dalla brillantezza e dalla luce emanata dal Diamante.
    Subito, all'interno del Castello scese di nuovo la tranquillità e si sentì solo una musica incantevole e piena di pace.
    Dopo che ebbero raggiunto il loro scopo, videro nel centro del salone, una tavola imbandita, come per principi e principesse, piena di diverse delizie, fra le quali anche le focacce dei nonni. Mangiarono, e poi decisero di continuare la loro strada.
    All'uscita del Castello li aspettava la Stella-Volante, che disse loro:
--Sono contenta che siete riusciti ad ottenere il Diamante, ma adesso dobbiamo andare. Là, al centro del Sole, c'è un Lago dove cresce una ninfea. I suoi petali sono bianchi e immacolati come la neve fresca della montagna, il suo odore è meraviglioso e l'intero paesaggio è indescrivibile.
    Voi  dovrete raccogliere il suo polline in questo sacchetto. Esso ha poteri magici e può distruggere l’ultima stregoneria che è anche la più potente di tutte quelle incontrate finora. Vlad ed Evelina cominciarono di nuovo l’avventura fra le stelle, le comete, i pianeti e gli astri della notte. Un sorriso innocente illuminò i loro volti. Tutta questa bellezza era incantevole, magnifica, ma la nostalgia di vedere i loro genitori, i loro nonni, la casa al confine del paese, era sempre più presente. I cugini, laggiù, fra gli astri promisero ancora una volta che avrebbero vinto il Male.
   Avvicinandosi al Sole sentirono di più la forza del suo fascino. Un oceano di luce li abbracciava, li assorbiva totalmente al suo interno. Penetrando questo splendore dei raggi, la Stella-Volante disse loro:
--Miei piccoli, vi prego di essere attenti, qui potrebbe esserci ancora un ostacolo della Strega. Non so che cosa potrà accadere, ma non dovete dimenticare che il tempo è limitato. Quando il sacchetto sarà pieno io apparirò, la luce del Sole è troppo forte per me.
   Dopo che ebbe finito di parlare, videro la riva del Lago, l’acqua brillante, la sabbia dorata e al centro di questa luce immensa la Ninfea enorme. Evelina e Vlad rimasero senza parole, sbalorditi … Lo splendore che emanava era davvero sublime e il suo Polline era di un giallo- soave. La Stella-Volante li mise sui petali giganteschi e spari, andando a salutare le sue sorelle.
   Vlad ed Evelina cominciarono a raccogliere il Polline magico, ma all’improvviso apparvero mille pesciolini dalle scaglie colorate che dissero loro chiassosi:
--Ciao! Ah, come si sta bene qui, l’acqua è calda e magnifica. Venite qui con noi a fare il bagno, a giocare e a divertirci!
   I bambini si guardarono tristi. Come era grande la tentazione! Ma loro sapevano che non si può fare tutto quel che si vuole, che esistono delle responsabilità. Con grande difficoltà cominciarono a raccogliere il polline, sapevano che il tempo stava correndo veloce.
  Vlad ed Evelina riempirono il sacchetto con quella polvere giallo-brillante. Si poteva leggere nei loro occhi la felicità, di essere stati nuovamente bravi.
   Ecco che la Stella-Volante riapparve e disse loro piena di ammirazione:
--Complimenti, mi congratulo con voi per questa vostra nuova vittoria. Siete davvero degni di lode. Adesso, vi porterò sulla Terra; Pufulez e l’Impero dell’Infanzia vi aspettano. Il pericolo sta diventando sempre più forte recando dolore, la usa energia negativa cresce di secondo in secondo, di minuto in minuto. Ancora un po’ e la Strega diventerà l’unico padrone del mondo dell’infanzia. Avete con voi tre tesori: la Noce- di- Smeraldo, il Diamante- Purissimo e il Polline-Dorato, da voi e da loro dipende la vittoria. Vi auguro di ottenere pieno successo! Sono sicura che tutto andrà bene, siete bravissimi. Adesso dovete chiudere gli occhi per un’ instante,…
  Quando li riaprirono, Vlad ed Evelina videro un posto oscuro e umido. La pioggia cadeva piano-piano. Le gocce erano come di ghiaccio, il cielo pieno di nuvole spaventose, il vento urlava terribile, il tuono muggiva feroce e il fulmine dissipava la notte …
   I bambini erano terrorizzati da questo paesaggio, si tenevano stretti la mano, avanzando con grande attenzione.
  Decisero di usare di nuova la Noce- di- Smeraldo.
Come era grande la differenza fra questo posto e il viaggio fra gli astri …
   La paura li stava assalendo, ma il loro dovere li aspettava qui, nel Regno della Strega, vicino alle Paludi- Assassine. D’ improvviso, sentirono una voce che disse:
--Evelina! Vlad! Sono il Leone, re del bosco, ero andato in un altro regno per aiutare un amico. Ho sentito parlare delle vostre intenzioni, sono fiero di conoscere due cugini così impavidi. Vi ammiro e per questo ho deciso di aiutarvi.
--Siamo felici che tu sia con noi, è davvero terribile qui, sussurrò Evelina.
--Adesso dobbiamo però giungere alla casa della Strega il più in fretta possibile, un minuto perso può significare la nostra sconfitta, esclamò Vlad.
-- Le Voragini- Assassine stanno infatti aspettando un nostro passo falso per inghiottirci, sono cosi avide! disse disperata la bambina.
 --Io sono qui per aiutarvi, gridò il leone. Mentre vi aspettavo, ho udito parlare i serpenti, i draghi, i pipistrelli e tutti gli altri animali servi del Regno del Buio. Stanno aspettando di diventare i padroni del vostro Impero. Sono felici di spaventare i bambini, di rubargli la tranquillità e rovinare l’equilibro del loro animo. Ho capito che la stregoneria d’erbe e radici amare già è stata preparata e tutti i malvagi stanno aspettando la mezzanotte. Quando l’orologio batterà le 24.00, la Strega dovrà spruzzare Pufulez con quell’acqua incantata e lui diventerà un mostro, un cane brutale e feroce, con i denti di ferro, con sguardi glaciali, che aiuterà a soggiogare l’Impero dell’Infanzia. Lui guiderà l’armata del Buio.
    La Strega ha rapito il Diamante-Purissimo dalla mia corona, che aveva forze magiche, ci poteva aiutare a diventare invisibili, ma prima dobbiamo aggiustare il diamante. Senza questo ultimo, la corona non ha poteri.
   Evelina e Vlad tirarono il diamante fuori dalla tasca, lo inserirono e la corona riprese le sue forze magiche, brillò di una luce accecante e subito tutti e tre divennero invisibili.
--Adesso noi non rischiamo la nostra vita, siamo invisibili e leggeri come i fiocchi di neve, possiamo andare tranquilli verso la casa, le Voragini- Assassine già non potranno farci del male.
Avvicinandosi, Vald, Evelina e il leone ascoltarono delle risati infernali e poi, videro una grande casa, con i muri di pietra, anneriti dal tempo e dalle tempeste. Essa era circondata dal buio e da cespugli selvatici. Guardarono dalla finestra e videro tantissimi servi del regno del buio, draghi feroci, dinosauri spaventosi, pipistrelli, serpenti e rane bruttissime e, di certo, sorelle e cugine della Strega. Erano tutti assieme per festeggiare la vittoria. In mezzo a loro c’era l’amico dei bambini, il cagnolino Pufulez. Aveva gli occhi piangenti, pieni di terrore, di paura e di disgusto, ma aveva ancora la convinzione che sarebbe stato salvato, che Vlad ed Evelina sarebbero andati a cercarlo. Questi due piccoli erano i suoi veri amici.
    Il pensiero di diventare un mostro feroce nel caso loro fossero arrivati in ritardo, era doloroso, insopportabile, Pufulez non voleva far del male ai bambini, non voleva partecipare alla rovina del più incantevole Impero esistente, il meraviglioso Impero dell’ Infanzia.
    La mezzanotte era vicina, e il cuore di Pufulez batteva all’impazzata. Vlad, Evelina e il Re-Leone entrarono con facilità all’interno della casa, perché le sue porte erano aperte in segno di festa. Tutto intorno c’era una confusione pazzesca, ma d’improvviso, la Strega disse, con una voce roca e forte:
--Ascoltatemi, state zitti, ancora 20 secondi e noi diventeremo i padroni dell’Impero dell’Infanzia.
--Evviva! Urlavano tutti, e poi tacquero immediatamente. Il silenzio era disturbato solo dal rumore dell’orologio. Tutti gli sguardi con impazienza erano rivolti verso di esso.
     Pufulez  era disperato, aspettava l’urlo di gioia con grande paura, ma all’improvviso, si senti toccare; una luce fortissima brillò per un instante, e il cagnolino diventò invisibile. I bambini c’erano riusciti! Avevano vinto! Ancora qualche secondo e avrebbero perso la loro felicità, e Pufulez sarebbe diventato una pedina dell’Impero del Buio.
    La Strega divenne pazza di rabbia, con il volto livido e gli occhi rossi … Nel suo salone gigantesco, decorato con animali e uccelli impagliati, cominciò il caos, i servi della Strega furono presi dal panico, urlavano e gridavano.
   Tutto questo rumore infernale poteva essere udito da molto lontano, nella profondità della notte.
   Pufulez comincio a ballare e a cantare di gioia e disse loro:
--Adesso è arrivato il momento di spruzzare tutto intorno il Polline d’oro, preso dal Sole. L’orologio sta battendo la mezzanotte; è il momento più adatto.
   I piccoli non si fecero pregare e cominciarono a spruzzare dappertutto quella polvere dorata.
I muri giganteschi di pietra cominciarono a scricchiolare con grande rumore, cadendo sugli animali del Regno del Buio e sulle streghe. I bambini, Pufulez e il Re-Leone non potevano essere toccati, perché erano sotto la protezione della corona e del Diamante-Purissimo. Evelina prese il cucciolo fra le braccia e salì assieme a Vlad in groppa al Re-Leone e si alzarono verso il cielo, lontano da quel posto maledetto.
   La casa gigantesca diventò una rovina, le urla di paura attraversavano il buio con forza, il terrore regnava dappertutto, le streghe gridavano la loro rabbia, ma ormai l’incantesimo era vinto.
   Le Voragini-Assassine fremevano dall’indignazione, come a voler inghiottire tutto, si giravano in un vortice pazzesco, trascinando con loro la casa annerita, le streghe, gli animali verso l’oscura profondità della Terra, nel regno del Buio.
   Piano- piano, il rumore si calmò, cominciò a farsi chiaro, e apparve il Sole e poco più tardi, l’arcobaleno. Al posto delle Paludi- Assassine, adesso c’era un bellissimo bosco, con radure piene di fiori multicolore, di farfalline vivaci, di sorgenti con acqua fresca, caprioli, volpi, orsi e altri animali che giravano fra l’erba alta e fra gli alberi secolari.
    Vlad, Evelina, Pufulez e il Re- Leone furono sbalorditi dal paesaggio fiabesco. Loro erano felici di aver salvato l’Impero dell’Infanzia, di avere di nuovo il loro amico vicino; il magnifico bosco era ricomparso al posto delle terribili Paludi- Assassine, ed erano riusciti a liberare la Stella- Volante.
   Vlad ed Evelina deciserono di ritornare dai nonni. Lungo la via verso casa videro le onde del mare, che li salutava, alzandosi verso il cielo, i delfini saltavano vivaci, i gabbiani giravano sopra in ritmo di danza. Giunti al Bosco- Favoloso vennero accolti con calore, con amicizia dai suoi abitanti.
   Tutti dai piccoli ai grandi, festeggiarono la vittoria del Bene sopra il Male. Gli animali ballavano, gli alberi secolari dondolavano i rami, i fiori erano più profumati del solito, il Fiume sussurava una canzone piacevole, accompagnato dagli uccelli …  Nel cielo una stella brillava più forte di tutti, era la Stella-Volante.      
   La Luna si faceva vedere intera, una Luna piena e sorridente. Il Sole regalava il suo calore, la sua luce ... Strano, ma tutti e due  erano nel cielo, il Sole e la Luna, può sembrare  impossibile, ma l’importanza di questa festa era senza uguali.
   Prima di separarsi dal Re- Leone, i bambini lo ringraziarono e gli regalarono il Diamante- Purissimo. Salutarono tutti gli animali, i fiori, gli alberi, il Fiume, il Re- Leone, e partirono verso la casa accogliente dei nonni sul viottolo stretto del Bosco- Favoloso. Avevano nostalgia della loro benevolenza, della loro tolleranza, delle loro focacce, delle barzellette irresistibili del nonno, dei loro amici, di tutto quello che significava per loro la vera INFANZIA …
--Vlad! Evelina!
   Qualcuno li chiamava  con dolcezza. Chi poteva essere questa volta? Era la nonna, era molto preoccupata per loro, non li trovava da un po’ di tempo. Accidenti! I suoi nipotini si erano addormentati all’ ombra del Vecchio- Noce nel giardino, nell’ erba morbida …
   Lei li rimproverò con dolcezza e disse loro che era arrivato il nonno con Pufulez, erano di ritorno da una passeggiata in paese. I piccoli non le credettero. Essi sapevano molto bene dove era stato Pufulez e cominciarono a raccontare ai nonni tutte le loro avventure. Evelina aveva in mano la noce; è vero, era semplice, ma era stata di smeraldo, era una testimonianza che tutto era reale.
   Evelina e Vlad li assicurarono che l’ Impero dell’ Infanzia non era più in pericolo, era stato salvato, e i piccoli non avrebbero più avuto dei brutti sogni. Da questo momento sarebbero stati liberi di godersi un mondo meraviglioso, da favola.
Pufulez li sosteneva muovendo amichevole la coda. I nonni si guardarono con intesa, ascoltandoli e chiedendo loro dettagli riguardo alla loro lotta con il Male e quali cose interessanti avessero visto ancora durante il loro viaggio.
  Avevano avuto un sonno piacevole, oppure … cosa altro? … o … forse tutto era davvero successo? … come potevano due bambini aver avuto due sogni identici?

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