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DRACULA loves*
poesia [ ]

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di [jacquelinemiu ]

2007-09-30  |     | 



Il giovane Amleto direi, fu uno sciocco,
perdette l'amor per la vendetta,
dal limbo maledetto se si ritorna
è per concepir un sogno con altro credo.
Eccomi Signora, un inchino,
Dracula per Voi milady,
davanti al vostro bel essere proteso,
non fate caso al pallido del viso,
ma restate nei miei occhi immortalmente flessa.
Chi sono io? chiederete,
mia dolce dama di fiamma colorita;
tacete?
La paura non è consona alla bellezza e
altera i bei sogni nei vostri occhi chiari,
no, non è il mio cuore da temere sappiate,
ma la mia mancaza di cuor più assoluta.
Fui principe a testa di grande fieri,
fui sposo ed amante prodigo al bene,
ma un attimo già persi tutto ,
restando infermo, solo e maledetto,
a splendere d'altre vite vuote nell' Inferno.
Ho molti nomi e molte forme ancora,
son liquido notturno appena muore il sole,
tra le mie bracia le ombre diventan stelle,
oppure fioriscono nere tra il sangue che cola.

Gli orizzonti blu mi han destato dal lungo sonno,
ove perite m'eran le orme e la memoria,
tra le ossa e gli abiti putridi lavati in oro,
stretti ai fianchi di legno sepolto sottoterra.
Amo ciò che dispero,
ciò che mai riavrò nella vita,
amo l'anima calda e sincera,
venuta a me per destino da discendenza di Fato.
Ora guarda la Luna che ci abbraccia in segreto,
quella stella genoflessa sul tuo sguardo mite,
mentre la bocca t'è sigillata di rosso,
io concepisco falene per addobbarti il sorriso.
Son morto da tanto eppur amo da sempre,
te, mia Signora sul mio immenso vuoto,
aprimi il cuore per condividerne il fiato,
così dal morso uniti concepiremmo di nuovo, il Mondo.


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