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La donna- la primavera della vita
saggistica [ ]
8 Marzo, la Festa della bellezza, dell’amore e della devozione..

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di [marilenarodica ]

2011-03-06  |     | 



La donna è la primavera della vita, è la stagione che riesce a sciogliere in un solo colore tutte le sfumature delle quattro età.Esiste perché faccia nascere e rinascere la vita, perché asciughi le lacrime dei bambini, per far addolicire la sofferenza e il dolore dei vecchi, per amare e affaticare fin quando possa far intrecciare il suo nido, sotto la gronda della propria casa.

Come la primavera stessa, è soleggiata o annuvolata, capricciosa e mutevole, calda, fresca oppure fredda, come un giorno, una sorgente o come una notte di marzo.

Può essere bella, se i boccioli della sua vita sbocciano e poi fioriscono sui rami di un albero forte che da sola lo sceglie, con le radici profondamente attaccate alla terra del suo paese, anche allora quando il destino decide di vivere lontano da esso. Le guance pallide si colorano nel roseo dei fiori di melo, le labbra e il sangue rubano il rosso intenso dei fiori di papavero, mente lei, la donna, sogna la libertà del campo verde, presso la terrazza della sua casa, da dove possa ammirare il bianco dei bucaneve, sul quale rotoleranno tutte le sfumature delle quattro stagioni, fin quando diventeranno le stelline aghiacciate della neve eterna.

Si dice che non esista donna brutta ed io ci credo in questo detto che nasconde la saggezza popolare. Ci sono soltanto dei volti sfioriti dalla tristezza, dai guai, dalle difficoltà, donne che non riescono più ad affrontare la vita, non sanno o non hanno più la forza di colorare il proprio volto con la bellezza di un sorriso, di un bel pensiero, di un fatto importante per loro o per gli altri, oppure con il fascino dell’amore...L’amore è il colore preferito della donna: lei dipinge la vita di quelli che la circondano nelle più calde e pastellate sfumature, se il melo del quale ha assaggiato è rosso, sano e non perde mai la sua metà.

La donna può sembrare anche brutta, come una primavera durante la quale al posto di una benmeritata pioggia nutriente, scoppia una tempesta con i tuoni e i fulmini di un’estate troppo ardente, una primavera in cui nevica con fiocchi freddi e tardi sui fiori degli alberi da frutta, scuotando prima del tempo, il profumo dei petali; una stagione troppo umida, come le lacrime, che faccia crescsre le erbacce all’angolo della strada.La donna non è un’erbaccia, è una pianta utile, un fiore che ha bisogno di sole, di calore, di luce, di protezione senza essere soffocata, per crescere e far crescere, e solo così diffonderà intorno a sè i raggi del sole della vita, perché la donna è la vita stessa, se Lui, l’Uomo, l’aiuta a vivere e a lavorare in dignità, se l’ama e la protegge non condizionatamente, con l’intensità dei suoi sensi, al di là dei pregiudizi, delle mentalità, degli orgogli.


Ecco perché il giorno di 8 Marzo è per Romeni una vera festa dei fiori.E’ il giorno in cui sono festeggiate le fanciulle e le donne, portando a loro in regalo i fiori della primavera , dell’amore e della stima.Accanto, ci mettono, il più delle volte, un regalino con premura scelto, dai più semplici, simbolici, fino ai più preziosi, perché ciascun uomo vede le donne amate nel proprio modo
Talvolta, timidamente, le donne si fanno reciprocamente dei piccoli doni simbolici, anche se quest’abitudine non appartiene alla tradizione romena.
Ma come fare a non regalare qualcosa in questo giorno speciale alle mamme, alle nonne o alle colleghe di lavoro?!
Chi sa, forse così ha voluto la vita perché sia cancellato, ma non dimenticato, il triste ricordo del 8 marzo 1908, l’origine di questa festa, giorno in cui, a New York, negli Stati Uniti, durante uno scioppero ad una fabbrica tessile, morirono bruciate da vive 129 donne, mentre militavano per i loro diritti al posto del lavoro.

Non dimentichiamo dunque, che festeggiare le donna significa, prima di tutto, donnare a loro la stima, il rispetto, la dignità che le meritano, perché solo così loro stesse potranno essere dei veri fiori nel mazzo della vita.

Marilena Rodica Chireţu


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