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WU MING, il vero erede di LUTHER BLISSET!
articolo [ ]

- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
di [SILVA ]

2007-01-01  |     | 






Ma non e possibile! Come, non avete mai sentito del
famoso autore Luther Blisset?! Nianche del continuatore della sua
opera, Wu Ming?! Ma dai...



Puo darsi che, al meno uno dei due, sia proprio uno di
voi, di noi. Basta che lo desiderate!






Quando Blisset mori, si trovo chi proseguire la sua
guerra con l'inerzia del mondo della letteratura.



cosa voglio dire: che questi "due"

rappresentano una bellissima reazione del organismo globale
letterario contro "il camice di forza" delle cosi dete
"buone abitudini", "tradizioni" della letteratura
in genere. Un esempio che letteratura vera si puo fare nel medio
virtuale, nella "rete". E anche uno di lotta, originale,
contro quiunque ossa non rispetare i diritti degli autori.







Qui sotto, propongo alla vostra attenzione gli
appunti per una dichiarazione dei diritti (e doveri) dei narratori
di
Wu Ming.



Dopo, potete scoprire tutto su di lui,
e sopra'l suo antecesore.








"
APPUNTI PER UNA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI (E DOVERI) DEI
NARRATORI Wu Ming


 Preambolo

Chi è un narratore e quali sono i suoi doveri e
diritti?E' narratore (o narratrice) chi racconta storie e
rielabora miti, insiemi di riferimenti simbolici condivisi - o
comunque conosciuti, e quand'è il caso messi in discussione -
da una comunità.Raccontare storie è un'attività

fondamentale per qualunque' comunità. Tutti raccontiamo
storie, senza storie non saremmo consapevoli del nostro passato né
delle nostre relazioni col prossimo. Non esisterebbe qualità
della vita. Ma il narratore fa del raccontare storie la propria
principale attività, la propria "specializzazione'; è
come la differenza tra lhobby del bricolage e un impiego da
falegname.Il narratore ricopre – o dovrebbe ricoprire - una
funzione sociale paragonabile a quella del griot nei villaggi
africani, del bardo nella cultura celtica, dell'aedo nel mondo
classico greco.Raccontare storie è un lavoro peculiare,
che può comportare vantaggi a chi lo svolge, ma è pur
sempre un lavoro, tanto integrato nella vita della comunità

quanto lo spegnere incendi, arare i campi, assistere i disabili
etc.In altre parole, il narratore non è un artista,
ma un artigiano della narrazione.


Doveri


Il narratore ha il dovere di non credersi superiore
ai suoi simili
. E' illegittima qualsiasi concessione all'
immagine idealistica e romantica del narratore come creatura
presuntamente più "sensibile', in contatto con dimensioni
dell'essere più elevate, anche quando scrive di assolute
banalità quotidiane.In fondo anche gli aspetti più

ridicoli e da baraccone del mestiere di scrivere si basano su una
versione degradata del mito dell'artista, che diventa "divo'
proprio perché lo si crede in qualche modo superiore ai
"comuni mortali', meno meschino, più interessante e
sincero, in un certo senso eroico poiché sopporta i
"tormenti' della creazione. Il fatto che lo stereotipo
dell'artista "macerato' e "tormentato' susciti più

sensazionalismo e abbia più peso della fatica di chi ripulisce
fosse biologiche, fa comprendere quanto distorta sia l'attuale scala
di valori. Il narratore ha il dovere di non confondere
l'affabulazione, sua missione principale, con un eccesso di
autobiografismo ossessivo e di ostentazione narcisistica. La rinuncia
a questi atteggiamenti permette di salvare l'autenticità dei
momenti, permette al narratore di avere una vita da vivere
anziché un personaggio da interpretare per coazione.
Diritti


Il narratore che adempie al dovere di rifiutare i
suddetti stereotipi ha diritto a essere lasciato in pace da chi
invece sbarca il lunario propugnandoli (cronisti di costume,
paparazzi culturali ecc.). Qualunque strategia di difesa dalle
intrusioni deve basarsi sul non assecondarne la logica.
Insomma, chi vuol fare il "divo', posa per insulsi servizi
fotografici o risponde a domande su qualunque tema, non ha alcun
diritto di lamentarsi delle intrusioni.Il narratore ha diritto a
non apparire nei media. Se un idraulico non appare nessuno glielo
rinfaccia o lo accusa di snobismo. Il narratore ha diritto a non
diventare una bestia ammaestrata da salotto o da gossip

letterario.Il narratore ha diritto a non rispondere a domande che
non giudica pertinenti (sulla propria vita privata, preferenze
sessuali, gusti culinari, abitudini quotidiane etc.)Il narratore
ha diritto a non fingersi esperto di qualunque argomento.Il
narratore ha il diritto di opporsi con la disobbedienza civile
alle pretese di chiunque (compresi gli editori) voglia privarlo dei
suoi diritti.


* versione 1 settembre 2000 – aperta a
contributi e miglioramenti da parte di colleghi e colleghe
"




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